Ostriche Speciali, Cru Marennes d'Oléron e di Saint-Brieuc Bretagna, calibro 3 - 6 pz.

Soppressata di polpo su tabooleh di bourghol alla menta con pomodori

Gamberi bianchi con fragole, punte di asparagi e ravanelli all' aspretto di lamponi

Gamberi rossi di Mazara del Vallo crudi, olio di frantoio e cristalli di sale - prezzo all'etto

Pesce spada marinato agli agrumi su spinacino

Crudo di spigola, salmone selvaggio e tonno  con wasabi e salsa di soia

Tartare di tonno con millepunti di ortaggi e rucola

Tartare di salmone Sockeye alla senape di Digione con panna acida

Carpaccio di manzo con emulsione di aceto balsamico, mistancanza,
carciofi
e scaglie di parmigiano reggiano stagionato 30 mesi

Tartare di Angus con capperi,  prezzemolo e cipolla rossa

Burratina/e pugliese/i con crostone ai pomodori ciliegia e basilico


SOCKEYE: L’Alaska è l’ultimo baluardo del salmone selvaggio e nelle sue acque si trovano le popolazioni
più numerose e sane di salmone selvaggio della Terra. La denominazione Salmone Selvaggio dell’Alaska
raggruppa cinque specie (chinook/king/spring-sockeye-cohoe-chum/keta-pink/humpy),
ognuna con un diverso ciclo vitale, che nascono nelle acque cristalline dei fiumi dell’Alaska per poi trascorrere
la loro vita adulta nell’Oceano Pacifico Nord.
Sockeye si nutre naturalmente di gamberetti. La sua carne rimane soda e compatta ed il suo sapore inalterato
come appena pescato grazie al sistema di congelamento istantaneo adottato dalle navi-fabbrica.
È l’unico modo che ci consente di deliziarci con questo eccezionale pesce pescato nelle limpide acque dell’Alaska.

LE OSTRICHE di Franca Brilli
Presente sin dalle più remote ere geologiche, l'ostrica è la regina dei molluschi e la sua storia è affascinante. Assiri ed Egiziani ne facevano uso. I Greci l'apprezzavano molto e l'entità del suo consumo è indicata anche dal fatto che usavano i gusci di ostrica nelle loro votazioni pubbliche e da ciò deriva il termine ostracismo. I Romani le consumavano crude o marinate nel 'garum' e giungevano sino alle coste della Bretagna per rifornirsi e assicurare la presenza del prelibato mollusco ai numerosi banchetti dove faceva parte del GUSTUM, antipasto stuzzicante per risvegliare l' appetito. E fu proprio un romano, Sergius Orata, 250 anni a.C., mettendo in pratica l'idea di deporre delle ostriche a Baia e nei laghi di Fusaro e Lucrino per allevarle e venderle, a dare vita al primo allevamento di ostriche della storia. Sergius Orata organizzò il vivaio operando per fasi diverse: i germi lattescenti delle ostriche erano catturati inizialmente con le fascine di lentisco lungo il litorale marino; successivamente essi venivano allevati in mare aperto ed infine trasferiti nelle acque del lago, tenendo cura di seminare le larve ancora tenere a corde tese, poste tra i pali fissati sul fondo del lago. In tale maniera il lago si presentava come una vigna sospesa sulle acque, con fitte palificate dalle quali pendevano densi pergolari di ostriche. Orata organizzò cosi un mercato locale competitivo a quello preesistente, offrendo una produzione di indiscussa qualità, che aveva, inoltre, il pregio della continua disponibilità a costi contenuti. L'iniziativa fu talmente redditizia da fare assegnare al lago l'attuale appellativo di Lucrino, dalla parola lucrum, che vuol dire guadagno.

Passando a più recenti epoche, il consumo di ostriche si diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo; da iniziale cibo per pescatori, divenne poi quello per nobili. Presente sin dal 600 sulle tavole imbandite di reali e potenti dei principali paesi europei, questo succulento mollusco acquisì una straordinaria notorietà, sopratutto in Francia dove il suo consumo si diffuse nel XVII secolo. Curiosi aneddoti raccontano che nel 1603 il Re Enrico IV ne fece indigestione; Luigi XV le mangiava esclusivamente crude con limone; Mirabeau ne divorò addirittura 360 in una volta, mentre Balzac ne mangiava 100 come antipasto. In Francia le ostriche erano pescate da enormi giacimenti naturali e si continuò a farlo per secoli finché i banchi atlantici cominciarono a dar segni di esaurimento e si giunse a rischiarne la scomparsa tanto che, nel 1850 un decreto del governo ne regolamentò la pesca. Nello stesso periodo Victor Coste, incontestabile padre dell'ostricoltura moderna, Professore al Collegio di Francia e medico di Napoleone III, ebbe dall'imperatore l'incarico di studiare la piscicoltura marittima e il 9 novembre 1859 consegnò un rapporto nel quale propose di impiantare i primi banchi artificiali nella baia di St.Brieux e riuscì a catturare abbondante novellame su fascine, come l'aveva visto fare a Napoli, metodo che i Borboni avevano ereditato dai romani. A partire dal 1860 apparirono le prime concessioni per i parchi di ostriche.

A quei tempi l'unica ostrica presente sulle coste era l'Ostrea edulis, detta ostrica piatta, dalla conchiglia circolare, rugosa e essenzialmente tondeggiante. Data la penuria di ostriche, la Francia cosi come anche l'Inghilterra, importavano per il consumo ostriche concave portoghesi (Crassotea angulata). Fu durante uno di questi trasporti, nel 1868, che la nave LE MORLESIEN, che aveva fatto il pieno di ostriche a Setubal e si stava dirigendo verso l'Inghilterra, durante una tempesta di equinozio, si incagliò nell'estuario della Gironda. Il capitano Patoizeau fu costretto a buttare a mare l'intero carico e tutte le ostriche non ancora morte finirono col sopravvivere e proliferare nonostante la lotta degli ostricoltori contro questo concorrente più robusto dell'Ostrea Edulis. Negli anni 20 la Crassotea angulata conquistò tutto il litorale atlantico e la Manica e finì per sostituire in gran parte l'ostrica piatta decimata da un'epizotia. Dal 1966 al 1970 una prima epizotia virale colpì la concava portoghese e una seconda la sterminò dal 1970 al 1973. Nel 1966 un'ostricultore un po’ più curioso e informato degli altri si interessò ad una concava originaria del Pacifico e indusse 5000 ostricultori a costringere l'Istituto Scientifico e Tecnico della Pesca Marittima ad inviare un'esperto a visitare i siti giapponesi. Da allora fu introdotta l'ostrica giapponese, Crassotea gigas, dalla conchiglia più profonda e sbalzata e dalla forma allungata. Colpita dal 1974 da due ulteriori devastanti attacchi di parassiti , l'ostrica piatta Ostrea Edulis è oggi rappresentata da 2000 tonnellate in commercio contro le 135000 tonnellate di ostriche concave Crassotea Gigas ma la preferenza che le viene accordata dagli estimatori di ostriche le procura un prestigio e un valore commerciale di gran lunga superiore a quello della concava.

Le ostriche presentano una sessualità alternativa. Si tratta di ermafrodismo insufficiente. Tranne il primo anno in cui sono tutte femmine, possono funzionare come maschio o come femmina nel corso di una stagione riproduttiva per poi cambiare sesso in quella successiva. (L'ostrica piatta è vivipara mentre quella concava è ovipara) L'età per la riproduzione è di 3 anni. L'incontro degli ovuli e degli spermatozoi avviene nell'acqua a piacere delle correnti . La riproduzione dipende dalla temperatura dell'acqua e dal suo tasso di salinità. Le ostriche possono produrre ogni volta da 20 a 100 000 000 uova tra giugno e agosto, in diverse riprese( mesi senza la ' R ' in cui sono lattiginose). Ma solo un 10 % sarà fecondato e darà la nascita ad una larva.

Le larve, minuscole, da 1/10mo a 2/10mi di millimetro, munite di ciglia vibratili possono nuotare da 10 a 20 giorni ma saranno sopratutto trasportate dalle correnti marine prima di fissarsi. Appesantendosi e perdendo mobilità, cercheranno quindi un posto dove fissarsi per sfuggire a predatori e asfissia. DI FATTO, TUTTA LA PRODUZIONE OSTREARIA E' BASATA SU QUESTA NECESSITA' DELLE LARVE DI FISSARSI. Il vero e buon ostricoltore cercherà, ancora oggi, di darsi la pena di favorire il caso della fecondazione e il fissaggio delle larve scegliendo il momento adatto, le giuste correnti, piazzando collettori adatti. Oggi questa fase è spesso affidata a fattorie marittime specializzate nel golfo del Morbihan, nella regione della Charente, a volte in Giappone o in Canada. Nella realtà gustativa e per la legge questo non ha nessuna importanza in quanto è il luogo in cui l'ostrica finirà gli ultimi mesi - l'AFFINAMENTO- (su 3/4 anni di allevamento), saranno la natura del sale ed il tasso di salinità, la natura e la quantità di alghe e micro plancton e la qualità delle acque che le conferiranno il suo sapore, il suo colore e il nome del territorio, ovvero la sua identità.

Se le piatte (tipicamente le 'belons') si riproducono in un acqua di 18° che corrisponde alle coste bretoni e normanne, le concave reclamano 22° e per questa ragione le concave allevate in Bretagna ed in Normandia devono essere comprate, allo stato di novellame, nel sud-ovest della Francia. L'altra ragione è che il litorale normanno/bretone conosce le più grandi maree d'Europa e la riproduzione è disturbata da correnti tanto forti. Gli ostricultori normanni o bretoni si recano quindi nel sud della Francia e riportano novellame che dispongono su delle tavole. Durante 18 mesi, le ostriche cresceranno in 'pieno mare ' su tavole che si scopriranno soltanto durante le grandissime maree (coefficiente superiore a 90).

Durante il mese di luglio gli ostricoltori posano quindi dei collettori ( pali di ardesia o supporti di plastica: tegole e coppelle nel sud) su terreni adatti che servono da supporto per le piccole larve. Una volta fissate, cominciano a nutrirsi e si trasformano in piccole ostriche e vengono definite 'novellame'. Dopo 8 o 9 mesi il novellame è cresciuto sui collettori, occorre staccarlo. E' quello che sarà seminato nei parchi ostricoli situati nel litorale del demanio marittimo bagnato da acque sotto permanente controllo sanitario. Queste due prime fasi sono uguali per tutti i tipi di ostriche. Subito dopo viene la fase dell'allevamento nei parchi (dai 2 ai 3 anni sono necessari per raggiungere una taglia commerciabile). Le tecniche variano a seconda delle singole regioni, allevamenti 'à plat' con sistemazione delle ostriche direttamente sul suolo, allevamento rialzato con ostriche disposte in sacche di rete plastificate poste su tavole a 50 cm dal suolo (soluzione alle correnti della Manica e dell'Atlantico- le tavole possono essere scoperte ad ogni marea), allevamento in acque profonde, con le ostriche seminate direttamente su profondità da 10 a 15 m. e in seguito pescate con la draga, allevamento in filiera o allevamento su tavole fisse praticati in luoghi dai mari calmi e poco soggetti alle maree o il mediterraneo. I parchi di allevamento sono messi a maggese ogni 5 anni e riposano 3 mesi tra ogni semina. Durante questa pausa vengono rastrellati, appianati con un 'pisten bully' come si pratica sulle piste da sci anche se in siamo in mare, si sparge sabbia - del maerl- e ghiaia di cava per una migliore qualità delle conchiglie. I parchi negli estuari, allevamento in acque che si prosciugano ad ogni marea, rende le ostriche molto resistenti, il muscolo adduttore che chiude l'ostrica si sviluppa per mantenere l'acqua nella conchiglia più a lungo possibile.

E' a partire da questo momento che le tradizioni delle regioni e il savoir-faire degli ostricultori prendono il sopravvento per trasformare le ostriche nei sette 'CRUS', a loro volta suddivisi in 'terroirs'.
Il 'terroir' è una distesa limitata di terra o considerata dal punto di vista delle sue attitudini agricole. Tale porzione di territorio, delimitato da una specifica del suolo, delle acque e del clima, dona ad un prodotto gastronomico il suo gusto tipico. Un prodotto del terroir è qualsiasi cibo o bevanda le cui intrinseche qualità organolettiche sono l'espressione di una regione e dei suoi abitanti attraverso le loro tradizioni e le loro tecniche di produzione .Come i monumenti e i luoghi, i prodotti del 'terroir' appartengono al patrimonio di una regione e alla sua cultura costituendo uno degli elementi essenziali del saper vivere europeo. Come avviene per le opere d'arte, essi sono il risultato della creatività e dell'intelligenza dei loro ideatori, confrontati e intimamente legati ad elementi storici, sociologici e climatici. Tali prodotti sono stati migliorati, nel corso dei decenni e dei secoli, grazie a scoperte scientifiche e al contributo di nuove tecnologie. Di conseguenza i prodotti del 'terroir' costituiscono un mondo vivo, in evoluzione e rivolto verso l'avvenire ma con le origini nelle tradizioni secolari.

CRUS di ostriche
In Francia le ostriche sono allevate essenzialmente intorno a 7 grandi bacini ostreari. Ognuno di questi offre un gusto e un colore particolare alla sua produzione.
1- Normandia (alta e bassa) -mare del nord-sopratutto est e ovest Cotentin
2-Bretagna Nord : dal Mont Saint Michel alla rada di Brest
3-Bretagna Sud : golfo del Morbihan
4-Regione Centro-Ovest (Paesi della Loira- Loira Atlantica -Vandea-Nord della Charente
5-Marennes-Oléron (Poitou-Charente-Sud Charente) alcune hanno un bollino rosso
6-Archacon (Aquitania)
7-Mediterraneo (Stagno di Thau, Stagno di Leucate)

Normandia e i suoi 4 'terroirs'
25% della produzione francese proviene dalla Normandia. golfo del Morbihan. Per ostriche di Normandia si intende la penisola del Cotentin (est e ovest) che da 4 territori distinti e va dalla frontiera belga fino al Mont Saint Michel.

Huitre de la baie de Veys
Ben protetta a bagnata da quattro fiumi, la baia di Veys ci offre un’ostrica carnosa che si avvale della denominazione di ‘ostrica speciale di Isigny’.

Huitre de Saint Vaast la Hougue
Quest’ostrica, originaria della costa est del Cotentin, il più antico bacino ostreario della regione, si distingue per il suo gusto ricercato di nocciola.

Huitre de ‘Pleine mer ‘
Sulla costa ovest del Cotentin, l’ostrica approfitta di un mare puro che le da il suo profumo iodato e la sua finezza.

Huitre de Meuvaines-Asnelles

Il più giovane bacino ostreario della bassa Normandia, a est di Arromanche, produce un’ostrica soda e carnosa, a metà strada tra l’ostrica d’Isigny e quella di Saint Vaast la Hougue.

Bretagna e i suoi 12 'terroirs'- categorie: nessuna


Huitre de Cancale
Nella baia del Mont Saint Michel, luogo da cui proviene la Cancale, le correnti sono le più forti al mondo : 14 metri. I parchi scoperti sono pertanto perfettamente ossigenati e la forza delle correnti permette un rinnovo costante di acque e plancton. le sacche sono fissate su tavole in ferro rialzate da 40a50cm.Dopo 3-4 anni le ostriche sono salate, dal gusto ampio e dalle carne tosta e vellutata.

Huitre de Paimpol
E' l'ostrica del grande largo per eccellenza dato che viene allevata in mare aperto in tutta la baia di Paimpol. I parchi si scoprono ad ogni marea. Allevamento in sacche che da ostriche molto carnose. Ostrica dalla carne croccante, iodata e salata.

Huitre de la rivière de Tréguier
L'estuario del fiume Tréguier, nelle coste d'Armor, è particolarmente ricco in plancton marino. Parchi scoperti ad ogni marea. Sotto alla sua bella conchiglia rotonda e regolare quest'ostrica offre una carne generosa ed opalescente dal gusto iodato che rivela la freschezza del largo.

Huitre de Morlaix - Penzé
Di fronte alla baia di Morlaix, Carantec occupa l'estremità di una penisola tra il fiume Penzé e quella di Morlaix. E' qui, nella baia e in questi due fiumi che si trovano questi parchi. Ostrica di grande carattere dalla bella carne opalescente, una meravigliosa morbidezza in bocca e un indicibile profumo d'alga.

Huitre Rade de Brest
E' nell'estuario dei fiumi, prevalentemente il Daoulas, in cui le acque si incontrano sul filo delle maree che si innalza quella che viene definita la rada di Brest dalle acque ricchissime di plancton. Ostrica di grande carattere e fascino. Carnosa e solida sotto ai denti, ha un grande corpo. Ma ha altrettanto una grande anima con il suo sapore generoso e sincero. Davvero una gran dama.

Huitre nacre des Abers
E' l'ostrica più ad ovest di Francia. Il suo territorio : l'Aber Wrac'h e l'Aber Benoit, due profondi fiumi marini incidono la punta nord-est della Bretagna dove queste ostriche sono allevate in mezzo a correnti marine e ruscelli d'acqua dolce. Più lunga che larga e dal coperchio piatto e dal bel vestito bianco rifinito di nero, scrocchia sotto ai denti ed esala sapori iodati con alla fine una punta di nocciola, Un bouquet di aromi sapienti che le danno tutta la sua eleganza.

Huitre Aven-Belon
Aven, Belon et Merrien: tre superbe rias della costa sud della Cornovaglia. Le rias, in Bretagna, sono estuari, cullati 2 volte al giorno da maree montanti e discendenti e nelle quali alle acque di mare si mescolano masse di acque dolci. E' un 'ambiente unico nel suo genere, punto di fusione tra l'Armor e l'Avro. E' da questa alchimia che nasce il carattere unico della famosa Belon. Questo ambiente eccezionale è oggi e da sempre un luogo d'affinaggio straordinario per le Belon piatte ma anche per le concave fini e speciali. Ostrica dalla carne vellutata e dal sapore di nocciola marcato da una leggerissima punta di zucchero.

Huitre 'La Belon'
La Belon costituisce un 'cru ' a parte nell'universo delle ostriche di Bretagna. Si tratta della piatta di Bretagna, che prende il suo nome dal fiume di Belon, principale centro di affinaggio e di cui è la specialità. Si può degustare da Cancale a Quiberon fino a Riec sur Belon. Famosa a doppio titolo, innanzitutto per la sua reputazione che ha fatto il giro del mondo, poi per la delicatezza della sua carne dai sottili profumi di bosco. Rappresenta una debole fetta della produzione bretone.

Huitre de la riviére d'Etel
Il fiume Etel, vero mare interno, penetra profondamente nella verde campagna del Morbihan. Ostrica di grande carattere, la sua conchiglia è di un bel colore verde pallido, liscia, regolare e piuttosto rotonda. Tosta e carnosa, carica di sapore marino e allo stesso tempo poco iodata.

Huitre de Quiberon
Acqua di garnde carattere, ricca di alghe e plancton, che irriga, due volte al giorno il fiume di Saint-Philibert e la baia di Quiberon regalando all'ostrica il suo bell'equilibrio tonico. Tosta e carnosa, piuttosto rotonda riempe bene il suo scrigno.

Huitre du golfe du Morbihan
Il golfo del Morbihan è un 'autentico mare interno, attraversato permanentemente da violenti correnti, si riempie e si svuota al ritmo della marea e il plancton vi si riproduce abbondantemente. L'aspetto esterno rugoso e rustico si addice a quest'ostrica croccante , una volta in bocca è un' autentico arcobaleno di sapori d'alga che sviluppa per il piacere del palato.

Huitre Pernef
Nome che solo a pronunciarlo fa venire l'acquolina in bocca ai privilegiati che l'hanno assaggiata una volta nei parchi. Un nome incisivo come i venti del largo e come le correnti. Allevata in parchi emergenti nella ria marina, a terra o in sacche, rotonda o lunga a seconda del metodo utilizzato, la conchiglia è di un bruno chiaro. carnosa e solida la Pernef sviluppa aromi iodati dai sentori d'alga.

Huitre du Croisic
I due canali del piccolo e grande Traict si raggiungono al largo del Croisic per formare una specie di baia marittima interna, Allevata su parchi emergenti e in sacche quest'ostrica dal perfetto equilibrio ha una carne fine e sottile, tosta ma non croccante e dai sapori multipli che vanno dallo iodio alla nocciola.

Marennes- Oléron e il suo 'terroir' - categorie : huitres- fines de claire - spéciales de claire - pousse en claires - Label rouge Huitres de Marennes-Oléron ( 'affinate à Marennes-Oléron e da nessun'altra parte')
Dalla Charente alla Gironde, autentico giardino aperto sull'oceano, il bacino di Marennes-Oléron è il cuore della produzione francese. Ciò che lo rende tanto celebre e famoso nel mondo è quest'ultima fase, quella che conferisce alle ostriche un colore verde : l'affinaggio in claires. Il fondo delle claires si ricopre di un'alga verde, la navicola , una diatomea verde (navicola ostrearia).che si riproduce in maniera aleatoria e naturale in questi bacini di affinaggio fino a tappezzarne il fondo. L'ostrica che, per alimentarsi, filtra da 100 a 400 litri di acqua al giorno , dopo circa tre anni in acque profonde, soggiorna per periodi diversi -a seconda della categoria- nelle claires, vi ingerisce la navicola e si trucca di un grazioso colore verde. Tutto questo è possibile soltanto grazie a questo autentico patrimonio che sono i MARAIS DE CLAIRES, paragonabili a grandi campi d'acqua - equilibrio di acqua di mare e acqua dolce -. Si tratta perlopiù delle vecchie saline. La composizione del suolo ed il contenuto nutritivo delle acque sono quindi all'origine della qualità del frutto delle ostriche ma anche dei preziosi ricami sulla conchiglia. L'affinaggio in claires consiste nell'immergere le ostriche in claires e lasciare il tempo fare il suo lavoro. Un'azione nutrizionale particolare si produce grazie ai sedimenti che si depositano sul fondo. La superficie sfruttata è di 3000 ettari di parchi in mare e più di 3200 ettari di claires. Ostriche dall'odore delicato di salina leggermente iodato, particolarmente profumate, tonde, solide e carnose. Si tratta di un frutto ricco dal gusto incomparabile e raffinato che vi conquisterà.

LE CATEGORIE DI OSTRICHE

Le denominazioni "fines" e "spéciales" riguardano solo le ostriche concave (Crassotea Gigas) e rispondono a delle norme che garantiscono la loro tracciabilità e le soglie minime d'indice di carne (detto anche indice di qualità) di cui il calcolo è una semplice regola:
Massa in grammi della carne sgocciolata di 20 ostriche/ Massa totale in grammi di queste 20 ostriche x 100

Possono chiamarsi "FINES"
Ostriche concave dei parchi di allevamento francesi di tutti i bacini. Possono chiamarsi "fines" se hanno un 'indice di carne tra 6,5 e 10,5.
Possono chiamarsi "SPECIALES"
Ostriche concave dei parchi di allevamento francesi di tutti i bacini. Possono chiamarsi "spéciales" se hanno un 'indice di carne superiore a 10,5. E' necessario un'affinnaggio di circa 5/6 mesi a debole densità di ostriche al m2 per ottenere questo tasso di carne e di conseguenza la denominazione "spéciales".
Le ostriche di CLAIRES
Categoria addizionale di ostriche concave dei centri di allevamento francesi di tutti i bacini affinate in claires. (Le claires sono bacini per l'affinaggio delle ostriche, sono costituiti da antichi stagni di acqua salmastra (spesso si tratta di vecchie saline) o scavati in terre argillose e naturalmente impermeabili,sedimentarie. Grandi non più di 500 m2, l'acqua non supera 50 cm) Denominazione che non riguarda le piatte ma nulla impedisce di affinarle in claires. Le claires non sono specifiche della regione Marennes-Oléron, contrariamente a quanto un certo terrorismo intellettuale vorrebbe farci credere. Distinguiamo tre categorie:
Affinées en claire o Elevées en claire o huitres de claire
Ostriche immerse in claires durante almeno due/tre settimane a seconda del periodo dell'anno che non hanno raggiunto un' indice di carne sufficiente - vengono commercializzate con una denominazione qualunque contenente la parola claire che è talmente ruffiana.
Fines de claire
Ostriche avente diritto alla denominazione "fines" secondo l il loro indice di carne e immerse in claire durante almeno due/tre settimane a seconda del periodo dell'anno, ad una densità massima di 1 a 3 kg al m2.
Spéciales de claire
Ostriche avente diritto alla denominazione "spéciales" secondo il loro indice di carne e immerse in claire durante almeno 2/3 settimane a seconda del periodo dell'anno, ad una densità di 1 a 3 kg al m2.

CALIBRO DELLE OSTRICHE
Le ostriche piatte sviluppano una conchiglia pesante e poca carne




Il
GUACAMOLE è di origine azteca. Il nostro è fatto con avocado, limetta e pochissimo porro.

La
TAPENADE è una purea di olive e capperi con olio di oliva originaria del Midi (sud della Francia)



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